18.02.2003
Messaggi di "Palestina Libera"

 

Date: Tuesday, February 18, 2003

 

UNO. Su www.palsolidarity.org

DUE. Foto del 15 in tutto il mondo

TRE. I VIDEO E LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 15 FEBBRAIO

QUATTRO. Arresto di una donna malata di cancro

CINQUE. POMPIERI DI PACE CONTRO I FUOCHI DI GUERRA

SEI. Striscioni alla manifestazione del 15

SETTE. Prova di conoscenza sulla guerra all'Iraq

OTTO. EMERGENZA PALESTINA al-awda

NOVE. INTERNATIONAL WOMEN'S PEACE SERVICE - PALESTINE

DIECI. "NOI NO", trasmissione su Teleambiente

UNDICI. Non c'e' piu' cibo: un milione di palestinesi a rischio 

 

UNO. Su www.palsolidarity.org

trovate le ultimissime news dai territori, una nuova galleria fotografica, petizioni,

un'iniziativa con Amnesty Int.

 

DUE. Foto del 15 in tutto il mondo

http://www.punchdown.org/rvb/F15/

 

TRE. I VIDEO E LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 15 FEBBRAIO

Su www.unimondo.org potete trovare le immagini tratte da Global TV

(www.tvglobal.org) sulla manifestazione di piu' 3 milioni di persone che

hanno si e' tenuta a Roma il 15 febbraio 2003 contro la guerra all'Iraq,

senza se e senza ma.

Inoltre sul sito sono caricate le foto della manifestazione mondiale che

secondo le stime della tv americana Cnn hanno portato in piazza 110 milioni

di persone lungo le vie e le piazze di oltre 70 paesi.

http://www.unimondo.org/dossier/roma15febb03/index.html

(Peacelink)

 

QUATTRO. Arresto di una donna malata di cancro e madre di sei bambini - appello ad Amnesty Int.

Segue la lettera (in inglese) di Tobias Karlsson

Letter to Amnesty International and Human Rights Watch

Date: February 15, 2003

Author: Tobias Karlsson

Area: Jenin

This was sent to Amnesty International and Human Rights Watch on February 15, 2003 For further

information please contact us in Jenin (contact info below) or the ISM-media office at

+972(0)2-2774602 or +972(0)67-862439.

 

To Whom It May Concern,

At around two am on Tuesday, feb. 11 some 50 Israeli soldiers busted in to the house of the

Seba'ana family in the Jenin refugee camp. They ordered the inhabitants out in the muddy,

cold night and then searched the house. The officer in command, feared in Jenin under the name

 Captain Jamal, gave the order to detain Esma Saba'ana, the mother of the family. Esma is

seriously ill, she is suffering from cancer in her brain and has been subject to two major

operations. When detained, the soldiers forbade her from bringing any of her medication against

the disease and the severe pain it causes. She is scheduled for another operation in the next

few days and the arrest will probably deny her this opportunity. Therefore, detaining her causes

a serious threat to her life and health, and we urge you to take action against this.

No charges have been brought against her, the Israeli system subjects Palestinians to be held as

"administrative de tainees" without any cou rt-procedure. The detention-order is signed by an army

 officer and is valid for a period of up to six months. After this a new order can be signed for a

new six-month period, sometimes making Palestinians serve years of imprisonment under hard conditions,

without the right to defend themselves in a trial.

Five of the six children in the family, a girl 7yrs, a boy 10yrs, boy 15, boy 16, and a girl 18, is now

taken care of by their relatives since their father is already in jail. He was put under administrative

detention five months ago, also the oldest brother, age 18, has served almost a year in prison.

The family´s theory is that Esma was arrested because the family father has refused to sign a document

confessing to the Israeli accusations against him. By detaining the mother the army hopes to put pressure

on him in order to make him sign.

The family has also suffered from the occupation before, in April 2002, when their house in the refugee

camp was destroyed by Apache-helicopter mis siles.

Note: We have tried to get a statement on Esma´s medical record but failed to get in contact with the

responsible Doctor. However, if you are interested in this, we can provide additional information within the next few days.

Please reply and we can provide you with her personal information, ID-no also.

Contacts in Jenin: Tobias +972(0)67-437690, Lasse +972(0)59-386896, Linus +972(0)67-465684

 

CINQUE. POMPIERI DI PACE CONTRO I FUOCHI DI GUERRA

Non solo a Roma: da alcuni giorni la bandiera della pace

sventola a 40 metri di altezza sulla vetta del "castello" di manovra della

sede VVF di Milano issata dai lavoratori dei vigili del fuoco. Non solo...

Il 15 febbraio 2003, per quanti non abbiano potuto recarsi

alla grande manifestazione di Roma, la RdB/CUB, insieme a molte altre

organizzazione sindacali, sociali e politiche, ha organizzato una

manifestazione nel comune di Monza. L'iniziativa ha ottenuto una grande e

colorata partecipazione, riscontrata in tutto il lungo corteo che si e'

snodato per le vie della citta' fino all'arrivo all'Arengario.

All'iniziativa ha partecipato con orgoglio anche una delegazione di Vigili

del Fuoco, che ha rivendicato il suo ruolo civile a sostegno della pace tra

tutti i popoli. IN GALLERIA LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE A MONZA

Milano 17/2/2003 Massimo Berto

(Peacelink)

 

SEI. Striscioni alla manifestazione del 15

BUSH IL MONDO NON E' IL FAR WEST

GUERRA: BERLUSCONI RIFERISCE ALLE CAMERE:

SCHIACCIANTI PROVE DEI COLLEGAMENTI TRA MAGISTRATURA DEMOCRATICA E AL QUAEDA

ubriachi di pace

GESU' E' IL PRINCIPE DELLA PACE

la pace delle bombe e' la pace di cimiteri

non bombe ma caramelle

boicotta la guerra boicotta i prodotti USA

rispetto per uno rispetto per tutti

rifiutala resisti ribellati

give Bush no chance

don't war be happy

(da: tranchina)

 

MENO CANNONI PIU' CANNONAU (Gruppo sardo)

 

SETTE. Prova di conoscenza sulla guerra all'Iraq

Ne sai abbastanza per giustificare la guerra contro l'Iraq?

 

1. Domanda: Quale percentuale della popolazione mondiale hanno gli USA?

Risposta: il 6%

2. D: Quale percentuale della ricchezza mondiale possiedono gli USA? R. il 50%

3. D. Quale paese ha le maggiori riserve di petrolio? R. L'Arabia Saudita

4. D. Qual e' il paese che ha le seconde maggiori riserve di petrolio? R: l'Iraq

5. D. Quanto si spende ogni anno per i bilanci militari nel mondo? R: piu'

di 900 miliardi di dollari

 

6. D. Quanta parte di questa cifra e' spesa dagli USA? R: il 50%

7. D.: quale percentuale della spesa militare degli USA assicurerebbe

l'essenziale per vivere a ciascuno sul pianeta, secondo le Nazioni Unite?

R.: il 10%, circa 40 milioni di dollari, la cifra richiesta inizialmente

per finanziare il nostro attacco all'Afghanistan

8. D. Quante persone sono morte nelle guerre dopo la fine della seconda

guerra mondiale? R: 86 milioni

9. D. Da quando l'Iraq possiede armi chimiche e batteriologiche? R. Dai

primi anni '80

10.D. Queste armi l'Iraq le ha costruite da solo? R. No sia i materiali che

le tecnologie sono stati forniti dal governo USA insieme all'Inghilterra e

a multinazionali private.

11. D. Il governo USA ha condannato l'uso di queste armi contro l'Iran? R: No

12. D. Quante persone sono state uccise da Saddam nella citta' curda di

Halabja nel 1988? R: 5,000

13. D. Quanti paesi occidentali hanno condannato cio' all'epoca. R: Nessuno

14. D: Quanti litri dell'arma chimica agent Orange ha usato l'America in

Vietnam? R: 35milioni di litri.

15. D: Esistono collegamenti provati fra l'Iraq e l'attacco terroristico

dell'11 settembre? R: No

16. D: Qual e' il numero stimato di civili morti accidentalmente nella

guerra del Golfo? R: 35,000

17. D. Quanti morti civili occidentali gli iracheni hanno provocato alle

forze occidentali durante la guerra del Golfo? R: 0

18. D: Quanti soldati iracheni in ritirata sono stati sepolti vivi dai

carri armati USA con gli aratri montati sul davanti? R: 6,000

19. D.: Quante tonnellate di uranio impoverito sono state lasciate in Iraq

e Kuwait dopo la guerra del Golfo? R.: 40 tonnellate.

20. D.: Secondo le Nazioni Unite quale e' stato l'aumento percentuale dei

casi di cancro in Iraq fra il 1991 e il 1994? R: 700%

21. D.: Quanta della forza militare irachena ha dichiarato di aver

distrutto nel 1991? R: 80%

22. D.: Esistono prove che l'Iraq intenda usare le sue armi per altro che

la deterrenza e la difesa? R: No

23. D.: L'Iraq e' oggi una minaccia per la pace nel mondo maggiore di dieci

anni fa? R: No

 

24. D.:Quanti morti civili ha previsto il Pentagono in caso di un attacco

all'Iraq nel 2003? R: 10,000

25. D.: Quale percentuale di questi saranno bambini? R: Oltre il 50%

26. D.: Da quanti anni gli USA sono impegnati in attacchi aerei sull'Iraq?

R.: 11 anni.

27. D.:Gli Usa e l'Inghilterra erano in guerra contro l'Iraq fra il

dicembre 1998 e il settembre 1999? R: No

28. D.: Quanti chili di esplosivi sono stati lasciati cadere sull'Iraq fra

il Dicembre 1998 e il Settembre 1999? R: 8 milioni.

29. D.: Quanti anni fa e' stata introdotta la Risoluzione 661 delle Nazioni

Unite che impone sanzioni strette alle importazioni ed esportazioni

dall'Iraq? R.: 12 anni fa.

30. D.: Quale e' stato il tasso di mortalita' dei bambini nel 1989 in Iraq su

1000 nati? R: 38

31. D.: Quale e' stato il tasso stimato di mortalita' infantile in Iraq nel

1999 (su 1000 nati)? R: 131 (che rappresenta un aumento del 345%)

32. D.: Quanti iracheni si stima che siano morti entro l'ottobre del 1999

in conseguenza delle sanzioni delle Nazioni Unite? R: 1,5 milioni

33. D.: Quanti bambini iracheni si stima siano morti dal 1997 a causa delle

sanzioni del 1997? R: 750,000

34. D. E' stato Saddam a metter fuori gli ispettori dall'Iraq? R:No

35. D.: Quante ispezioni ci sono state in Iraq nel novembre/dicembre 1998?

R:300

36. D. Quante di queste ispezioni hanno avuto problemi? R:5

37. D. Gli ispettori che cercavano le armi hanno avuto libero accesso alla

direzione del partito Ba'ath? R.: Si';

38. D. Chi ha affermato: "L'Iraq ha di fatto disarmato ad un livello senza

precedenti nella storia moderna"? R: Scott Ritter, il capo dell'UNSCOM, la

prima missione di ispettori delle Nazioni Unite in Iraq.

39. D. Nel 1998 quanta della capacita' dell'Iraq posteriore al 1991 di

sviluppare armi di distruzione di massa gli ispettori delle Nazioni Unite

hanno preteso di aver scoperto e smantellato? R: il 90%

40. D. L'Iraq e' disposto a permettere agli ispettori di tornare in Iraq? R: Si'

41. D: Quante risoluzioni delle Nazioni Unite Israele ha violato fino al

1992? R: Oltre 65;

42. D: Su quante risoluzioni delle Nazioni Unite a proposito di Israele

l'America ha posto il veto fra il 1972 e il 1990? R: piu' di 30.

44. D: Quanti paesi si sa che possiedono armi nucleari? R: 8

45. D.: Quante testate nucleari possiede l'Iraq? R: 0

46. D: Quante testate nucleari hanno gli USA? R: oltre 10.000;

47. D: Quale nazione ha usato le armi nucleari? R: gli USA

 

48. D: Quante testate nucleari possiede Israele? R: Piu' di 400.

50. D: Chi ha detto, "La nostra vita comincia a finire il giorno che

diventiamo silenziosi sulle cose che contano"? R: Martin Luther King, Jr

 

Charles Sheketoff, Direttore Esecutivo dell' Oregon Center for Public

Policy PO Box 7, Silverton, OR 97381

Jeffrey R. Cram, Ph.D.

 

TEL & FAX: 530 478 9660 Email: cram@semg.org Web: www.semg.org

Snail Mail: 10961 Sutter Way Nevada City, CA 95959

Lind & Kyle Consultants www.lindandkyle.com

(Peacelink)

 

OTTO. EMERGENZA PALESTINA al-awda

osservatore alla commissione delle Nazioni Unite per i diritti inalienabili del popolo palestinese.

 

Comitato di Firenze Via del Bronzino 117

Tel 3397391192-3389534783

emergenzapalestina_firenze@hotmail.com

 

PRESENTA: IMMAGINI PER LA PACE

CINEFORUM:la vita quotidiana in Palestina

 

Casa del popolo"25 Aprile" Via Bronzino 117 Firenze

 

Venerdi' 28 febbraio ore 20.30 " Bambini di Chatila" di Mai Nasri

'50-Libano 1998

Storia dell'esilio palestinese attraverso le esperienze personali di due bambini del

campo di Chatila.Il film esprime le prospettive di una nuova generazione palestinese,

attraverso cio' che le bambine stesse hanno girato con la telecamera a loro affidata.

 

Seguiranno a marzo :

" Naji al Ali un artista visionario"

"Challenge"

"Palestina tutti i giorni"  e tanti altri film....

Ingresso a sottoscrizione

 

Comitato di Roma Via dei Sabelli 62

emergenzapalestina@libero.it

 

 

NOVE. INTERNATIONAL WOMEN'S PEACE SERVICE - PALESTINE

I.W.P.S.-Palestine e' costituito da un  gruppo di 16 donne di varie nazionalita' che stanno

portando avanti un progetto di tre anni tendente ad assicurare, sul territorio palestinese,

 la presenza di internazionali per testimoniare le violazioni dei diritti umani perpetrate

quotidianamente dai militari israeliani contro la popolazione civile.

Per fare questo l'IWPS ha stabilito la sua sede ad Hares, dove, da agosto 2002, gestisce la

Casa Internazionale delle Donne nella quale offre ospitalita' e formazione a volontari

ed operatori che vogliano unirsi temporaneamente a loro.

Il villaggio di Hares si trova nella regione di Salfit, in Cisgiordania, in una zona

particolarmente isolata, in prossimita' di Ariel, il piu' grande insediamento illegale

israeliano, costruito su terreni agricoli espropriati con la forza. Il continuo intento di

 espansione da parte degli israeliani, sottopone i contadini palestinesi ad attacchi militari

 ed incursioni dei coloni, che rendono quasi impossibile il normale svolgimento della vita.

Le attivita' fondamentali dell'IWPS sono:

* fornire documentazioni scritte e materiale video-fotografico sugli episodi di violenza e

soprusi

* lavorare con media indipendenti e stampa estera per creare una coscienza della condizione

di vita di Hares e dei villaggi limitrofi.

* Intervenire pacificamente contro gli abusi rilevati

* Rendersi disponibili come scudo protettivo per i civili che cercano di condurre una vita

normale.

* Opporsi alle violazioni dei diritti umani, alla confisca e distruzione ( internazionalmente

 giudicate illegali) delle terre palestinesi, attraverso azioni di resistenza civile non

violenta. Questo include l'aiuto nel rimuovere i blocchi stradali; lo scortare i palestinesi

sulle loro terre ed aiutarli nella semina o nel raccolto; accompagnare le ambulanze e

rifornire di cibo ed acqua gli assediati.

* Incoraggiare i movimenti pacifisti israelo-palestinesi nella loro resistenza civile per porre

 fine all'occupazione.

L'IWPS lancia un appello affinche' volontari ed operatori da tutto il mondo si uniscano a

loro, anche per brevi periodi. Chiunque sia disposto a raggiungerli puo' mettersi in contatto

attraverso:

IWPS-Palestina@libero.it

iwpsvolunteers@yahoo.co.uk  (in inglese)

 

Per saperne di piu':

http://www.womenspeacepalestine.org/Italianfront.htm

 

DIECI. "NOI NO", trasmissione su Teleambiente

Vi informo che a partire da mercoledi' 12 febbraio, ogni mercoledi'

dalle ore 22,10 alle ore 23,10 su Teleambiente (Canale 68), televisione

privata del Lazio, andra' in onda una trasmissione sui problemi della guerra

(e della pace) dal titolo "Noi No". Verranno invitate direttamente le

associazioni a partecipare ed intervenire. Fabrizio Marchi.

 

UNDICI. Non c'e' piu' cibo: un milione di palestinesi a rischio 

L'allarme Onu: disastro umano e civile a Gaza 

Giancarlo Lannutti

 

Grido d'allarme per la situazione economica e alimentare assolutamente disastrosa nei

territori palestinesi, dove la popolazione e' stremata da quasi un anno di occupazione e

comunque di assedio e di coprifuoco pressoche' ininterrotto. Se ne occupa il giornale

londinese Guardian in una sua corrispondenza speciale da Gaza, ampiamente documentata.

Oltre un milione di palestinesi - gia' provati dal collasso economico e dalla disoccupazione

galoppante - rischiano ora di restare senza alimenti, poiche' dipendono completamente dalle

razioni dell'Onu le cui scorte stanno per esaurirsi e non possono essere per ora ricostituite

 per mancanza di fondi; il commissario generale dell'Unrwa (l'agenzia per i rifugiati

palestinesi) Peter Hansen denuncia il fatto che un appello ai Paesi donatori, soprattutto

occidentali, per un sollecito contributo di almeno 60 milioni di sterline e' rimasto inascoltato.

 Prima dell'Intifada la Unrwa forniva nutrimento a 11mila persone nella Striscia di Gaza,

er lo piu' vedove o soggetti privi di mezzi di sussistenza; adesso ne alimenta almeno 715mila.

 Un abitante della striscia su quattro e' malnutrito, e secondo l'Unicef la malnutrizione fra

i bambini e' paragonabile a quella del Congo o dello Zimbabwe. "In questa situazione - osserva

Hansen - la tensione e' destinata a crescere e sara' molto difficile tenere le cose in qualche

modo sotto controllo ed evitare processo di destabilizzazione".

Prima dell'Intifada circa 70mila palestinesi di Gaza lavoravano in Israele, ora i permessi di

lavoro sono solo 15mila ma la possibilita' di recarsi davvero a lavorare e' per lo piu' teorica;

la disoccupazione sfiora ormai il 90%. E non si tratta soltanto della disoccupazione e delle

difficolta' economiche: Abdelhadi Abu Kousa, responsabile per Gaza dei Comitati palestinesi di

aiuto medico, ammonisce che "quello che manca e' la speranza: non c'e' speranza per il processo

di pace, non c'e' speranza per il futuro, non c'e' speranza che gli israeliani ci accettino

come esseri umani". Un esempio fra i tanti: cinque cugini di Khan Yunis, della famiglia Al

Astal, sono stati uccisi dai soldati mentre cercavano di penetrare in Israele alla disperata

ricerca di un lavoro: per i militari non erano altro che "terroristi". E ancora una volta

tutto questo avra' effetti ulteriormente destabilizzanti. Questi sono i risultati della guerra

 di Sharon, e con la guerra all'Iraq forse alle porte le cose rischiano di andare ancora peggio. In questi giorni uno spiraglio inatteso e' rappresentato dai tentativi di concordare un cessate il fuoco graduale, grazie al quale l'Autorita' nazionale palestinese spera di ottenere il ritiro israeliano dalle zone occupate, sia in Cisgiordania che a Gaza; incontri riservati in tal senso - dopo un colloquio tra il primo ministro Sharon e il presidente del Consiglio legislativo palestinese Abu Ala - si sono avuti nelle ultime ore fra il capo di gabinetto del premier, Dov Weisglass, e il ministro degli Interni dell'Anp Hani el Hassan, esponente di Al Fatah; l'Anp chiede agli israeliani di restituire alle sue forze di sicurezza (o a quel che ne rimane, dopo le distruzioni e le uccisioni dell'ultimo anno) il controllo almeno di Tulkarem, Qalqiliya e Jenin e successivamente anche di Ramallah, Betlemme e delle localita' rioccupate a Gaza, mentre - secondo il giornale di Gerusalemme Al Quds - e' piu' complessa la situazione a Nablus, dove l'Anp incontra difficolta' "per la forte presenza di gruppi armati radicali".

C'e' tuttavia da osservare che questa richiesta e' palesemente in contrasto con la sistematica

delegittimazione (anzi distruzione fisica) dell'Autonomia palestinese da parte di Sharon,

il quale proprio tre giorni fa ha ripetuto che uno degli obiettivi del suo governo e' quello

di "liberarsi di Arafat"; e in secondo luogo, riassumersi la responsabilita' delle citta' dopo

che mesi e mesi di occupazione le hanno devastate significa farsi carico di quei drammatici

problemi economici di cui parlavamo all'inizio.

 

Malgrado gli incontri di cui sopra, comunque, il governo Sharon continua la politica della

mano pesante: in occasione della festa di Id al Ada, e' stato decretato il blocco totale per

tre giorni di tutti i territori ex-autonomi. Ne' sono piu' incoraggianti le notizie sulle

trattative per formare il nuovo governo; il Likud e il Partito nazionale religioso litigano

sulla ripartizione dei seggi, il Pnr vuole a tutti i costi quello della Educazione,

e si va comunque verso una coalizione di destra o di centro-destra; ma a sentire gli

esponenti dello stesso Pnr e dell'Unione nazionale (destra estrema) nelle consultazioni

si e' parlato essenzialmente dei problemi economici e, appunto, dei posti ma non del destino

dei palestinesi. Il che la dice lunga su quali siano le intenzioni.