Messaggi di "Palestina Libera"

Monday, February 03, 2003

 

UNO. Spedizione punitiva nell'ospedale di Nablus

DUE. Centinaia di detenuti palestinesi senza processo

TRE. Solidarietà per NETA

QUATTRO. Campagna per GAZA

CINQUE. Speranze per un'incriminazione di Sharon

SEI. GT SION: AGIRE!

SETTE.  Nablus, breve saluto

OTTO. Tragedia dello Shuttle e coincidenze

 

UNO. Spedizione punitiva nell'ospedale di Nablus

Alle 2 della scorsa notte le forse israeliane hanno fatto irruzione nei

locali dell'Union of Palestinian Medical Relief Committees (UPMRC), nella

città vecchia di Nablus.

I militari hanno distrutto strumenti diagnostici e materiale medico.

http://www.palestinemonitor.org/updates/update_cover.htm

 

DUE. Centinaia di detenuti palestinesi senza processo

http://www.palestinemonitor.org/Special%20Section/prisoners%20and%20detension/israelis_detain_hundreds.htm

 

TRE. Solidarietà per NETA

Ciao,Neta Golan, la nostra amica israeliana che si è sposata a Gradara in Italia,

 con un amico palestinese, Nizar, sarà interrogata il 3 Febbraio dalle autorità

israeliane per la sua partecipazione al gruppo che è rimasto nella Muqata con

Arafat per lunghi e lunghi giorni durante l'operazione, lanciata dall'esercito

israeliano "scudo difensivo", che ha visto la rioccupazione dei territori autonomi  palestinesi.

Neta è in avanzato stato di gravidanza.

Gush Shalom ha inviato  un comunicato, chiedendo agli attivisti di essere presenti

per appoggiare Neta.

Vi invito a mandare a Gush SHalom,email "Gush Shalom (Israeli Peace Bloc)"

<info@gush-shalom.org> vedete sotto, un saluto per Neta.

Luisa Morgantini

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NETA - WE ARE PROUD OF YOU!

Monday, Neta Golan summoned to police investigation

For human shield work in Arafat's Moqata'a

Gush Shalom calls upon activists to be there, 10.30

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Israeli peace activist Neta Golan is to be interrogated by police on

suspicion of having participated in a human shield group that

stayed in the Moqata'a (Arafat's Presidential Compound in

Ramallah) during the month-long

siege imposed by the Israeli army in April 2002.

The interrogation is due to take place on Monday, Feb. 3, at 11.00

AM in  the Merhav Hayarkon police station on Harakevet St., Tel-

Aviv.

Neta Golan - now in an advanced stage of pregnancy - intends to

use her legal right to remain silent, "as some of our prominent

politicians did when investigated on suspicion of corruption".

She added: "If and when charges are brought against me, I will

speak fully in court. I will speak about where I was and what I did in

April 2002, and also about what the army did at that time and later.

I will make the occupation regime into the accused rather than the

accuser."

Gush Shalom calls for a solidarity presence of peace activists from

10.30 AM on in front of the police station - with the slogan:    

                                          Neta Golan,

                             We are proud of your human shield work

                                               

QUATTRO. Campagna per GAZA

Vi invio una nota di alcuni attivisti a Rafah. L'associazione per la pace aveva

preparato un depliant per una campagna di raccolta fondi per la ricostruzione di

case distrutte a Gaza. Si potrebbe ri-lanciare?

E' rimasto a Rafah anche un giovane, Nicola di abita nella Valdossola, vi manderà

presto informazioni.

Ciao

Luisa Morgantini

 

Ritorniamo 2 giorni dopo con solo 3 contadini palestinesi . Questa volta non sparano

 ma si appostano con la polizia militare impedendoci di entrare.Sono azioni che ci

fanno guadagnare fiducia da parte dei palestinesi e in noi stessi.

Il primo di gennaio, cerchiamo di bloccare la demolizione gia' avviata di una casa a

Brazil ma i 2 bulldozer continuano la loro opera ricoprendoci di terra e costringendoci

  a desistere.Il 2 gennaio, un' altra demolizione di case in block j ci vede protestare

per 2 ore davanti

al carro armato che spara in terra e sopra le nostre teste, ci viene incontro e tira bombe

 lacrimogene ; dopo questa azione, sia la gente del quartiere che noi stessi incominciamo

a capire di avere delle possibilita' di ostacolare gli attacchi da parte dell' esercito

israeliano.L' importante e' rendersi visibili.Nasce cosi' l'idea di piantare delle tende

di pace e di interposizione davanti alle case per proteggere la popolazione civile dagli

spari  e  rendere tangibile la nostra presenza nella zona.

Il 3 gennaio viene piantata la prima tenda nel block j. Sono i palestinesi stessi a montarla.

Questa prima tenda diventa in pochi giorni una piccola fiammella di allegria e di presenza

umana in una zona considerata pericolosissima. Pochi giorni dopo una seconda tenda verra'

posizionata a Brazil(altro quartiere di Rafah).Fino al 15 di gennaio, la presenza massiccia

di persone fa si' che gli spari e la incursioni in tutta Rafah diminuiscano di intensita'.

La campagna i.s.m. finisce proprio il 15 lasciandoci in 3 e riducendo cosi' la possibilita'

 di effettuare un' efficace protezione.Si pensa cosi' a lanciare un appello per un invasione

 di tende a Rafah .Nel frattempo intensifichiamo i rapporti con la gente facendo amicizia,

organizzando incontri e preparando il terreno per un coordinamento futuro.Svolgiamo anche

dei lavori con i palestinesi proteggendo gli operai che riparano le condutture dell' acqua

distrutte dai bulldozer e i pali dell' elettricita'. Aiutiamo anche i palestinesi a lavorare

sui tetti delle loro case offrendogli quella protezione che e' mancata a uno di loro il 23

gennaio quando, riparando l'antenna,e' stato ucciso da una delle 2 torrette del muro costruito.

Lo scarso numero non ha potuto evitare che il 25 gennaio, proprio nel quartiere dove avevamo

una delle due tende,un tank di passaggio sparasse uccidendo un piccolo bambino di 8 anni.

Eravamo li' 3 ore prima e  siamo tornati nella zona 40 minuti dopo.Nonostante queste tragedie,

 abbiamo constatato che la nostra azione, soprattutto se numerosa e coordinata, puo' ridurre

  le uccisioni e gli spari da parte dell' esercito e tentare di bloccare la demolizione delle

case.La presenza e' poi importante come sostegno morale a un popolo duramente afflitto da una

situazione disperata.

Vediamo adesso quali le possibilita' per una campagna di interposizione permanente a Rafah  a

partire almeno da aprile.

E' importante la presenza di minimo 20 persone cosi' da poter svolgere varie attivita': 

1) permanenza in tenda in almeno 4 aree della citta' (brazil, block j, aisalam,tel-al -sultan).

Per coprire in maniera adeguata un' area, c'e' bisogno di almeno 5 persone di cui un paio possano

dormire nelle case, cosi' da offrire una protezione piu' completa alla popolazione.Nelle suddette

aree e' gia stato svolto un lavoro comunitario che vede la popolazione palestinese collaborare

 e gradire la presenza degli internazionali.

2) nel caso che in aprile, si arrivasse ad avere un numero di almeno 40/50 per un paio di settimane,

 si potrebbe organizzare una serie di azioni per l' apertura del check point di mawasi in collaborazione

con il comitato del villaggio di Mawasi.Ogni qual volta si raggiungera' la quota di 40/50 persone(da aprile in poi)

 sara' possibile lavorare per il diritto al libero movimento per la popolazione di Rafah e Mawasi.

In particolare in estate diventa fondamentale l' accesso al mare visto il caldo opprimente in  queste

localita' ai confini con l' Egitto.

3) Lavori di ricostruzione, riparazione, manutenzione degli edifici , della rete idrica ed elettrica nelle zone a rischio;

 accompagnamento dei bambini a scuola.

4) possibilita' (nel caso di una presenza numerose e costante)della creazione di piccoli orti famigliari e comunitari

 nella fascia di terra vicino al confine nonche' ripiantazione di alberi da frutto e ulivi protetti

dalla presenza internazionale e delle tende.

5) possibilita' di azioni di protesta e di interposizione nonviolenta.

6)presenza nelle ambulanze al fine di proteggerle e di consentirgli l' assistenza ai feriti negli scontri(soprattutto di notte).

PER ADESIONI ALLA CAMPAGNA E PER CREARE UNA RETE DI COORDINAMENTO:mailinglist:  tendedipace@yahoogroups.com   .....da fare.

Per contatti:Nicola  wakancrist@libero.it; francesca 3406774683

 

CINQUE.  Speranze per un'incriminazione di Sharon

Il Senato belga ha sponsorizzato, lo scorso venerdi´, una nuova interpretazione della

legge sulla "competenza universale" in merito ai crimini di guerra , usata come base

per l'incriminazione in Belgio di leaders stranieri coinvolti in violazioni della legge

 umana e morale.

I senatori hanno sostenuto la nuova interpretazione, che da' facolta' al Belgio di

perseguire anche criminali di guerra residenti all'estero, con 34 voti a favore,

sei contrari e sei astenuti. La nuova interpretazione sara' ora portata dinanzi

alla Camera dei deputati per la ratifica.

Il Senato belga ha votato tra pesanti pressioni da parte di Israele, il quale ha

minacciato di richiamare il suo ambasciatore a Bruxelles nel caso la legge fosse ratificata.

Il legale che rappresenta le vittime del massacro di Sabra e Shatila ed i

sopravvissuti all'eccidio ha dato il benvenuto alla mossa legale belga.

"E' un'importante vittoria per i diritti umani e per le vittime dei

crimini contro l'umanita' ", ha detto Chebli Mallat 

www.arabcomint.com

 

SEI. GT SION: AGIRE!

Riceviamo e pubblichiamo con ritardo ma...possiamo intervenire anche ora.

Nella puntata di lunedì 13 gennaio del GT Ragazzi (il telegiornale per bambini in onda

tutti i giorni su Raitre) è stato mandato in onda un vergognoso servizio sui bambini palestinesi.

Già in apertura il tema del conflitto mediorientale è stato presentato in modo falsato

(nella più classica delle deformazioni linguistiche operate dal potere) definendolo "guerra",

quando tutti sappiamo che in quella zona non è in corso nessuna "guerra", poiché per fare la guerra

ci vogliono due eserciti e due stati, mentre lì ce n'è solo uno, che occupa da 36 anni ed è il quarto più potente del mondo.

Ebbene, in tale servizio si dipingevano i bambini palestinesi come dei terroristi, figli dell'integralismo e

del fanatismo religioso, che, secondo il solito luogo comune, sarebbero spinti dalle loro famiglie all'odio verso gli

altri "solo perché ebrei" (testuali parole) e agli atti estremi.

Mentre tutto ciò andava in onda, INCREDIBILE MA VERO !!, sullo schermo si alternavano in sovraimpressione, sulle immagini

di inermi e poveri bambini dei campi profughi, delle macabre scritte come "fanatismo", "odio", ecc.

TUTTO CIO' E' DI UNA GRAVITA' INAUDITA, tenendo conto del fatto che, essendo un telegiornale rivolto ai bambini, quanto

viene affermato assume inevitabilmente il carattere dell'oggettività.

Ci sono senza dubbio i presupposti per azioni a livello parlamentare, dal momento che il GT Ragazzi è l'unico telegiornale

per bambini in Italia e, cosa ancor più grave, è realizzato dalla televisione di stato.

Faccio presente che pochi giorni fa il telegiornale scientifico Leonardo, sempre di Raitre, aveva mandato in onda un servizio

nel quale si tentava di spiegare "scientificamente" (sic!!) il fanatismo, sulle immagini di Saddam Hussein e degli attentati in Israele.

Inoltriamo la nostra protesta alla Rai e alla redazione del programma. Questi i telefoni e gli indirizzi di riferimento:

06 33170400 (redazione GT Ragazzi)

199123000 (servizio Rai per commenti sui programmi, costo di 12 centesimi al minuto)

gtragazzi@rai.it

rai-tv@rai.it

(Alessandro Samsa)

 

SETTE. Nablus, breve saluto (ad Emma) di STE

Sono a Nablus, domani mattina ho appuntamento con la famiglia di Saja. Il

problema e' che sta lontana dal centro e ci sono diversi check point che

dividono la citta' in pezzi. Nablus e' divisa tra est e ovest e in altri

punti dall'occupazione. Qua la situazione e' veramente orrenda. Oggi siamo

stati a trovare una famiglia che ha i soldati sul tetto, la situazione e'

stata un po' tesa per qualche minuto e non siamo riusciti a vedere quali

erano le condizioni di vita della gente dentro, c'era un soldato folle che

ci ha messo le mani addosso e preso a calci la roba, siamo comunque

riusciti

a far liberare uno dei prigionieri che stava male (lo hanno liberato dopo

averlo riempito di calci davanti ai nostri occhi perche' tossiva).

Ti saluto, abbracci. Ste

 

OTTO. Tragedia dello Shuttle e coincidenze

Pino ci segnala un'inquietante coincidenza:

"il primo israeliano al rientro dallo spazio è precipitato con lo shuttle in fiamme,

come una stella cadente, su un paesino del Texas di nome Palestina.

¡¿ un chiaro segno dell'ira di Dio verso il "popolo eletto" !?"