Avviso: blocco temporaneo delle adozioni a distanza
Avviso A causa del genocidio e della dispersone delle famiglie nel territorio di Gaza, le adozioni a distanza sono momentaneamente bloccate, così come gli altri progetti di Gazzella. L’Associazione concentra gli sforzi nella distribuzione di viveri e acqua potabile agli sfollati, quaderni e penne agli scolari, scarpe e vestiti ai bambini e per quanto possibile fornisce aiuti sanitari agli ospedali.
Distribuzione kit scolastici a Khan Younes, 28/11/24

Khan Younes, 28/11/24 Ecco le foto della distribuzione di 120 borse con dentro un quaderno, una matita, un righello, una gomma da cancellare, un temperino, finanziate da Gazzella. I bambini che non hanno avuto la borsa hanno avuto 500 matite, 500 gomme, 500 righelli finanziati dai volontari locali che distribuiscono il cibo con il finanziamento di Gazzella. Gli scolari di varia età (5-11 anni) che frequentano la scuola di Mawasi Khanyunes sotto le tende sono 700. Gli insegnanti sono tutti volontari. Per favore fate girare ai vostri contatti. Cerchiamo di trovare i soldi necessari per finanziare altre borse e calzini per i bambini che non hanno scarpe. Per favore condividete, fate girare, contribuite! Iban di Gazzella presso la Banca Etica di Roma: IT 54 D 05018 03200 0000 110 52792
1200 piatti di riso e petti di pollo distribuiti a Khanyounes
Continua la distribuzione di viveri nella zona di Khanyounes. Martedì I ottobre 2024 i volontari di Gazzella hanno distribuito agli sfollati 1200 pasti di riso e petti di pollo, nella zona Attar di Khanyounes. Sfamare 1200 persone al giorno a Gaza richiede uno sforzo enorme. Il nostro contributo è solo economico. Aiutateci a distribuire viveri a Gaza sottoscrivendo all’Iban di Gazzella presso la Banca Etica di Roma: IT 54 D 05018 03200 0000 110 52792 Per favore condividete efate girare! Il 5x 1000 a Gazzella: C.F. 97256870581 Grazie. Qui è incluso un breve video. Le foto sono sulla pagina Facebook di Gazzella. WhatsApp Video 2024-10-01 at 13.45.30
Distribuzione pasti martedì 1/10/24

martedì 1/10/24 abbiamo cotto lenticchie e distribuito il pasto dentro il campo profughi di Nuseirat. Una foto è in allegato qui. Per vedere altre immagini si prega di aprire la pagina Facebook di Gazzella. Per favore condividete e fate girare! Aiutateci a distribuire viveri a Gaza. Sottoscrivete all’Iban di Gazzella presso la Banca Etica di Roma: IT 54 D 05018 03200 0000 110 52792 Il5x 1000 a Gazzella: C.F. 97256870581 Grazie.
Distribuzione viveri e pasti caldi a Gaza giorno per giorno su Facebook
Attualmente la maggiore attività di Gazzella nella Striscia di Gaza consiste nella distribuzione di viveri e di pasti caldi nelle zone di Nuseirat e Khanyounes, al centro e al sud della Striscia. Per seguire la distribuzione giorno per giorno, si prega di vedere la pagina Facebook di Gazzella. Aiutateci a distribuire viveri a Gaza. Sottoscrivete all’Iban di Gazzella presso la Banca Etica di Roma: IT 54 D 05018 03200 0000 110 52792 Il 5x 1000 a Gazzella: C.F. 97256870581 Grazie.
Dalla volontaria di Gazzella a Gaza, 10 ottobre 2023

Gaza 10.10.2023 La notte appena trascorsa è stata terribile. I bombardamenti non sono mai cessati, più di 125.000 famiglie, dati UNRWA, sono rimaste senza casa e si sono rifugiate presso le scuole dell’UNRWA. Stanotte al-Quds Hospital ha accolto centinaia di persone che sono state costrette, nel corso della notte, ad abbandonare le loro case. Sistemazioni di fortuna nella grande hall e all’alba si sono spostate nella vicina scuola UNRWA. Il ministro della difesa israeliano ha annunciatol’assedio totale alla Striscia di Gaza: “Rimarranno senza elettricità, senza cibo, senza carburante, chiusi dentro – ha dichiarato Yoav Gallant -. Stiamo combattendo contro animali con sembianze umane e agiamo di conseguenza”. Ancora una volta un ministro di Israele fa dichiarazioni contro il diritto internazionale umanitario, infischiandosi dei moniti Nazioni Unite che hanno dichiarato che questa è un azione proibita. Per rispondere alla domanda quanto durerà questa aggressione, bisogna leggere le richieste di Israele agli Usa; di avere al più presto possibile munizioni a guida di precisione e intercettatori per il sistema di difesa Iron Dome, munizioni a guida di precisione, e bombe di piccolo diametro. Inoltre a sostegno di Israele gli Usa hanno messo in mare con destinazione Mediterraneo una super portaerei a propulsione nucleare. Si tratta di una unità ultra moderna con un equipaggio di circa 5mila unità e ospita fino a 75 aerei. Qui sotto Comunicato stampa diffuso dal Ministero della Salute ◼️Il terzo giorno dell’aggressione israeliana in corso nella Striscia di Gaza, il Ministero della Salute esprime profonda preoccupazione per la continua escalation israeliana e per gli attacchi diretti contro strutture mediche e civili innocenti; ◼️Secondo il Palestine Health Information Center (PHIC), al 7 ottobre ci sono stati 765 morti, tra cui 140 bambini, e 105 donne, mentre 4000 sono rimasti feriti, il 10% dei feriti erano bambini; ◼️Dall’inizio dell’escalation sono state massacrati 13 gruppi familiari e la maggior parte di loro è ancora sotto le macerie; ◼️Prima del 7 ottobre, Gaza soffriva di una grave carenza di farmaci salvavita, attrezzature mediche, materiali monouso e carburante e tutto ciò a causa del blocco israeliano. Questa aggressione ha ulteriormente peggiorato la situazione; ◼️Continua a mancare l’elettricità per far funzionare il sistema sanitario. Ciò mette a rischio la vita di tutte le persone malate e ferite; ◼️L’occupazione israeliana ha preso quali obbiettivi anche il personale medico, le strutture sanitarie e le ambulanze provocando l’uccisione di 5 operatori sanitari e il ferimento di altri 10; ◼️Sette ospedali e centri sanitari sono stati presi di mira e hanno riportato danni rilevanti; ◼️L’occupazione israeliana ha reso non fruibili i servizi dell’ospedale di Beit Hanoun, unico del governorato, a causa dei ripetuti attacchi che hanno imposto la sospensione dei servizi. ◼️’‘occupazione israeliana ha deliberatamente preso di mira i mezzi sanitari, 11 ambulanze e un mezzo di trasporto per servizi sanitari, mettendoli fuori servizio; ◼️ Il Ministero della Salute invita la comunità internazionale a sostenere il fabbisogno urgente di medicinali salvavita, materiale medico monouso e aiuti finanziari per far fronte alla continua mancanza di elettricità, carburante e generatori ad alta potenza. Nella foto: Il quartiere Rimal di Gaza, prima e dopo il bombardamento.
Dalla volontaria di Gazzella a Gaza, 9 ottobre 2023
Gaza 9.10.2023 Nel corso della notte l’esercito israeliano ha lanciato una serie di attacchi massicci contro i sobborghi di Shujaiyya, Beit Lahya e Rafah e secondo fonti israeliane finora sono state sganciate oltre 100 tonnellate di bombe Il rafforzamento del sostegno militare a Israele annunciato dal Pentagono che lavorerà per assicurare che Israele abbia “quello di cui ha bisogno per difendersi”, per il movimento di resistenza islamico a Gaza, equivale a “partecipare all’aggressione contro il nostro popolo”. Un inquietante scenario! Anche oggi le strade di Gaza sono vuote e frettolosi palestinesi, vanno a fare rifornimento di generi alimentari. Ed è quello che faremo anche noi. Stamattina A. andrà a fare la scorta perché non sappiamo come evolverà la situazione e i negozi intorno a noi stanno svuotando gli scaffali. Le scuole dell’UNRWA sono oramai affollate, in ogni aula dalle 20 – 22 persone. Sono migliaia le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case. Io e A., fatta eccezione per una veloce uscita per acquisto di generi alimentari e una visita di A. alla moglie e dai due figli, la più piccola ha 6 mesi, per il resto della giornata siamo chiusi nella struttura. La situazione è difficile e non sappiamo cosa ci aspetta nei prossimi giorni. I giornali riportano che le sirene antiaereo suonano a Tel Aviv, negli insediamenti e a Gerusalemme. La gente si precipita nei rifugi. Nessun giornalista riporta che a Gaza le bombe non vengono annunciate, le senti quando colpiscono le case. A volte un messaggio telefonico informa che la tua casa sarà bombardata, ma se non l’ abbandoni velocemente rischi di restare sotto le bombe. È quello che è successo ieri ad una famiglia di Beit Hanun, 12 persone della stessa famiglia morte sotto le macerie della loro casa. Il Ministero della Salute di Gaza ha aggiornato alle 10pm del 8.10.2023 i dati: 436 martiri di cui 91 bambini e 61 donne, 2.271 feriti di cui 224 bambini e 151 donne. In Cisgiordania ieri si contavano 8 martiri di cui un bambino e 70 feriti. Le vittime in Israele sono oltre 700e2.500 feriti. Hamas ha dichiarato di avere fatto 150 prigionieri e che parte di questi, pare, siano deceduti sotto i bombardamenti israeliani. Israele ha dichiarato di voler lanciare una vasta operazione via terra contro Hamas nelle prossime 24-48 ore e Netanyhau ha aggiunto “ridurremo in macerie i luoghi di Hamas” e ai civili dice “andatevene da lì adesso perché agiremo ovunque con tutte le nostre forze”. E dove possono andare i palestinesi di Gaza che da 17 anni vivono sotto assedio e sono per il 70% già profughi dal 1948! Alla luce della complessa situazione è necessario che il governo italiano e il parlamento europeo prendano posizione a favore della legalità internazionale, perché non si tratta di manifestare pro Hamas e per i palestinesi. La questione palestinese è molto altro!
Dalla volontaria di Gazzella a Gaza, 8 ottobre 2023
La notte appena trascorsa è stata difficile. Le forze di occupazione hanno bombardato ininterrottamente tutta la striscia di Gaza, edifici e siti della resistenza. Noi chiusi all’interno della struttura sanitaria con l’illuminazione grazie al generatore, e fuori buio. Solo i bagliori delle deflagrazioni. Israele ha tagliato la fornitura della corrente quindi in tutta la striscia si utilizza l’elettricità fornita da una compagnia privata, ma comunque per sole 4 ore al giorno. Quindi i generatori funzioneranno finchè c’è gasolio e anche dove mi trovo siamo all’ultima goccia. Senza corrente si ripropone lo scenario delle scorse aggressioni: scarsa disponibilità di acqua potabile, famiglie al buio e senza la possibilità di connessione con l’esterno, ma ancora una volta saranno le strutture sanitarie già carenti di attrezzature, medicine, materiali sanitari che avranno i maggiori danni. Intanto negli ospedali sono stati sospesi tutti gli interventi chirurgici, le terapie e altre prestazioni, solo emergenze. Anche oggi chiusi uffici, scuole, negozi. Le scuole dell’UNRWA si stanno riempiendo di famiglie che sono costrette ad abbandonare le loro case; L’esercito israeliano ha mandato un messaggio telefonico a centinaia di famiglie residenti nelle aree di Beit Hanun, El Burej, Khus’a, Khan Younis di abbandonare le case e trovare un posto sicuro. L’esercito israeliano avvisa con un messaggio telefonico o una telefonata. Altra dimostrazione della capacità di Israele di conoscere “abbastanza” l’ambiente di Gaza. Lo sfollamento di centinaia di famiglia nelle scuole UNRWA richiederà l’intervento dell’Agenzia e delle ONG umanitarie per sostenere le famiglie e rifornirle di generi alimentari. Stamattina le strade sono deserte, e avvolte da una sottile polvere bianca sospesa nell’aria (vedi foto). La notte appena trascorsa A. si è sistemato nella stanza degli addetti alla reception, io nel laboratorio analisi sistemando un materasso per terra. Ad ogni scoppio di bomba ci ritrovavamo in piedi. A. non vuole farmi preoccupare, ma mi ha detto di tenere pronti gli effetti personali. Ci siamo sdraiati vestiti, insomma il tempo di infilare le scarpe e via Nelle news di stamane ho visto Palazzo Chigi illuminato con i colori della bandiera di Israele. Non uso l’obsoleto slogan “Not in my name” , ma vorrei indicare ai filo sionisti e a quelli che definiscono Israele Stato democratico, che l’operazione militare dei Resistenti di ieri, condannata dall’Europa e Usa, e quello che hanno provato i civili israeliani durante l’azione, è la quotidianità del popolo Palestinese. Restare umani per i palestinesi è un valore assoluto e nessuna azione di Resistenza lo fa venire meno, diversamente da chi l’umanità non l’ha e non potrà “Restare Umano”.
Dalla volontaria di Gazzella in visita a Gaza: rapporto sul progetto “clinica dentale”, 27/9/2023

Mensilmente circa 2.000 persone si rivolgono alla Primary Health Care Clinic di Shaty Camp per diverse prestazioni, e circa 600 utenti hanno bisogno di cure dentali. Il 70% sono bambini. Quando abbiamo visitato nel 2019 la P.H.C.C. l’unita’ dentistica era dotata di attrezzature obsolete, strumenti di scarsa qualità, carenza di materiali e medicine per la cura. Nel complesso l’unità dentistica non aveva i requisiti necessari per dare adeguata assistenza e cura. Grazie al contributo delle associazioni Gazzella e Fonti di Pace nel 2020 sono state acquistate attrezzature nuove quali la poltrona dentista, compressore, amalgamatore, seggiola dentista e aiuto, autoclave e armadi per i materiali. Sono stati forniti anche materiali per le cure dentali: anestesia, soluzione in polvere per otturazioni, disinfettanti e medicamenti per le terapie canalari. In questi anni abbiamo continuato a mantenere la fornitura minima di materiali per le cure dentali. Causa l’occupazione israeliana l’accesso alle cure mediche per i palestinesi è completamente dipendente dagli aiuti umanitari. SOSTENETE Gazzella nelle sue attività a favore del popolo Palestinese, per alleviare le sofferenze dei bambini e bambine feriti o con disabilità e per garantire il diritto alla salute.
‘aprile 2023

Ogni visita che Sancia ed io facciamo a Gaza è una corsa per riuscire a fare tutte le cose che vorremmo. Da anni abbiamo dei progetti a Gaza sia come Gazzella con il Gaza Community Mental Health Programme per la creazione di ambulatori di psicoterapia nelle scuole pubbliche di Gaza sia con WILPF Italia per progetti di empowerment delle donne; e da quest’anno anche per la riabilitazione e la formazione di minorenni che hanno violato la legge, alcuni dei quali detenuti in carceri minorili. Tutti progetti sostenuti dall’8×1000 della chiesa valdese. Ma sicuramente la parte più importante è la visita alle famiglie di bambini feriti nei vari bombardamenti di Gaza (negletti dai nostri media a meno che non siano macroscopici) o ultimamente anche durante le manifestazioni del “Venerdì del ritorno”. È un modo non solo di valutare la crescita di questi ragazzini e queste ragazzine, la guarigione (non sempre lineare) non solo delle ferite, ma anche dello stress post-traumatico e vedere come queste famiglie povere, di anno in anno più numerose (a Gaza ci si sposa e si fanno figli…) cercano di migliorare la loro condizione di vita. È una lotta dove spesso la speranza è riposta proprio sui figli e figlie… la speranza di una loro futura possibilità di avere un lavoro e quindi di migliorare le condizioni di vita di tutta la famiglia. A Gaza, l’istruzione è importante ed è ancora vista come possibilità di miglioramento sociale! È vero che tra queste famiglie a volte ne visitiamo alcune disastrate, incontriamo donne vedove o che si ingegnano a sopravvivere con i loro figli dopo il divorzio. Ci colpisce anche se nei vari bombardamenti o per malattie muore la madre (moglie) l’anno successivo troviamo, nella famiglia allargata una nuova moglie e un nuovo bambino/a. Questa è Gaza. Una società che lotta contro una povertà endemica, che però esprime una grande capacità di resilienza, di perseguire speranze, sopratutto tra le donne. Questa volta in tre giorni fitti, abbiamo visitato le famiglie dei bambini affidati alla cura dell’Associazione AISHA, con la quale da anni abbiamo un rapporto di collaborazione e reciprocità. La loro scelta dei bambini da adottare è sempre stata oculata, tutti bambini/e di famiglie nel bisogno. Insieme ad AISHA troviamo il modo di inserire nuovi bambini quando i bambini adottati hanno raggiunto i 18 anni. Ci sono sempre un gran numero bambini feriti a Gaza che non riusciamo a far “adottare”. È un aiuto, che contribuisce all’economia delle famiglie, a far studiare i bambini e le bambine adottate. Questo è certo, ma qui ci vorrebbe lavoro, che oltre a tutto dà dignità, cosa quasi più importante in un paese dove risulta che il 49% degli uomini adulti è disoccupato ovvero sopravvive con lavori arrangiati all’interno di un’economia informale. Le visite alle famiglie dei bambini adottati a distanza, se è importante per le relazioni di vicinanza che si riescono a costruire, serve anche per toccare con mano la complessa situazione di Gaza, misurarsi con la povertà diffusa che si accompagna ad altre condizioni privilegiate, come in qualsiasi altro paese del mondo, anzi forse è proprio qui come in altri paesi poveri, che queste differenze emergono in modo vistoso e violento. E mi torna alla mente un’ultima immagine all’uscita di Gaza: una fila di uomini – fila di almeno 200 metri- anch’essi in attesa di uscire da Gaza per andare a lavorare in Israele. Il lavoro dà dignità oltre che soldi. Da un anno o poco più è possibile uscire da Gaza per andare a lavorare in Israele, sono uomini che così mantengono la famiglia. Si occupano nell’agricoltura (quasi tutta lavorata da palestinesi anche negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania) e nell’edilizia. Si sono alzati prima dell’alba per raggiungere il confine e sono obbligati ad ore di fila per uscire..!!! Mentre li guardo mi sale la rabbia (e anche parolacce) ma poi mi viene in mente il bel libro di Ibtisam Azem da poco tradotto anche in italiano “Il Libro della Scomparsa” (traduzione di Barbara Teresi- casa editrice indipendente torinese hopefulmonster) che inizia con un fatto: a mezzanotte di un giorno X, tutti i palestinesi di Israele, Cisgiordania e Gaza spariscono. Tutta la quotidianità israeliana entra in crisi: non ci sono i guidatori di autobus, infermieri, medici negli ospedali, non c’è chi semina, chi raccoglie, chi costruisce strade, ponti e case… Interessante immaginarlo. La mia rabbia silenziosa si trasforma in una domanda di futuro che per ora non sembra possibile. Intanto mi sento accanto a quei palestinesi in fila, ai bambini feriti, a chi a Gaza lotta ogni giorno per sopravvivere con dignità. E poco, ma è quanto riusciamo a fare oggi. Sancia e Gianna Si fa il pane in casa per la settimana