‘estate 2021 per emergenza Gaza

Cari amici, Come già sapete, i primi 8.000,00 euro raccolti negli ultimi mesi sono stati inviati all’ospedale al Awda di Gaza. Gli altri 4.000,00 euro sono stati inviati a uno dei nostri partner più attivi nel campo profughi Nuseirat di Gaza al fine di donare un pacco viveri alle famiglie dei bambini adottati nel progetto Gazzella e alle famiglie più bisognose del campo Nuseirat. Sono stati distribuiti 150 pacchi viveri a 150 famiglie. Nelle immagini, come nel video, alcuni momenti dell’allestimento dei pacchi e della distribuzione. Grazie a tutti per le generose donazioni. Francesca, Antonella, Giuditta, Sancia, Gianna e tutti i volontari di Gazzella. 30 settembre 2021
Da Gaza un gruppo di leader della Società Civile – 24 Luglio 2014
Noi non vogliamo “il ritorno a una morte vivente” di assedio e di blocco. Come studiosi, personaggi pubblici e attivisti che testimoniano il genocidio, previsto, di 1.800.000 Palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza, chiediamo un cessate il fuoco con Israele solo a condizione della fine del blocco e il ripristino delle libertà fondamentali che sono state negate al popolo per più di sette anni. Le nostre preoccupazioni principali non sono solo per la salute e la sicurezza delle persone nella nostra comunità, ma anche la qualità della loro vita: la condizione obbligata di vivere nella paura, non liberi sotto ingiusta detenzione, senza possibilità di sostenere le propie famiglie attraverso un lavoro retribuito, di recarsi a visitare i parenti, di migliorare la propria istruzione. Queste sono le aspirazioni fondamentali dell’uomo che sono state severamente limitate al popolo palestinese per più di 47 anni, ma nei fatti particolarmente negate alla popolazione di Gaza dal 2007. Siamo stati spinti oltre i limiti di ciò che un essere umano può sopportare. Una morte vivente Giornalisti e politici vari accusano Hamas di ordinare ai residenti di Gaza di resistere di fronte all’ ordine di evacuazione delle forze armate israeliane e di usarli come scudi umani: tali accuse non sono vere. Con i rifugi temporanei affollati non c’è alcun luogo sicuro a Gaza per la popolazione, che si trova sotto indiscriminati bombardamenti. Inoltre Hamas ha rappresentato il sentimento della stragrande maggioranza della popolazione quando ha respinto il cessate il fuoco unilaterale proposto da Egitto e Israele, una proposta senza consultare Gaza. . Condividiamo il sentimento pubblico, ampiamente dichiarato, che è inaccettabile ritornare allo status quo in cui Israele continui a negare la libertà di movimento verso la striscia di Gaza e fuori dalla Striscia di Gaza; continui a controllare e limitare gli arrivi delle forniture di vari materiali (tra cui il divieto per la maggior parte dei materiali da costruzione) e vietando contemporaneamente tutte le esportazioni, paralizzando così l’economia, causa che ha determinato per Gaza uno dei più alti tassi di povertà e disoccupazione dei paesi arabi. Lasciare invariate le situazioni significa: proporre una morte vivente.Purtroppo, l’esperienza passata ha dimostrato che il governo israeliano rinnega ripetutamente gli accordi negoziati, così come sugli i impegni presi. e le garanzie date. Allo stesso modo, la comunità internazionale non ha dimostrato alcuna volontà politica nel far rispettare questi impegni. Pertanto, si potrà parlare di cessate il fuoco solo quando le condizioni degli accordi determinano quanto segue: La libertà di movimento dei palestinesi dentro e fuori la Striscia di Gaza. Importazione ed esportazione illimitata di forniture e merci, provenienti via terra, mare e aria. Utilizzo senza limiti di navigazione del porto di Gaza. Monitoraggio e applicazione di questi accordi da parte di un organo nominato dalle Nazioni Unite, con le opportune misure di sicurezza. Ognuna di queste richieste è prerogativa dei paesi liberi, è tempo che ai Palestinesi di Gaza vengano riconosciuti i diritti umani. Sottoscritto: Akram Habeeb, Assistant Professor of American Literature, Islamic University of Gaza (IUG) Mona El-Farra, Vice President and Health Chair of the Palestinian Red Crescent Society Ramy Abdu PhD, Chairman of the Euro-mid Observer Abdullah Alsaafin, Palestinian Writer/journalist Ali Alnazli, Businessman Adel Awadallah, Head of the Scientific Research Council Hanine Hassan, Graduate Research Assistant Sheren Awad, Journalist Yahia Al-Sarraj, Associate Professor of Transportation, IUG Tawfik Abu Shomar, Writer and political analyst Hasan Owda, Businessman Ibrahim AlYazji, Businessman Walid Al Husari, Chair, Gaza Chamber of Commerce Nael Almasri, Dentist Wael El-Mabhouh, Political researcher Rami Jundi, Political researcher Ashraf Mashharawi, Filmmaker Mohammad Alsawaf, Journalist Hasan Abdo, Writer and political analyst Kamal El Shaer, Political researcher Omar Ferwana, Dean of Medicine Faculty, IUG Iyad I. Al-Qarra, Journalist, Palestine newspaper Musheir El-Farra, Palestinian activist and author Khalil Namrouti, Associate Professor in Economics, IUG Moein Rajab, Professor in Economics, Al-Azhar University – Gaza Basil Nasser, Planning advisor Hani Albasoos, Associate Professor in Political Science, IUG Arafat Hilles, Assistant Professor, Al-Quds Open University Imad Falouji, Head of Adam Center for Dialogue of Civilizations Moin Naim, Writer and political analyst Yousri Alghoul, Author Mohammad Jayyab, Editor of Gaza Journal of Economics Mousa Lubbad, Lecturer in Finance, Al-Aqsa University Iskandar Nashwan, Assistant Professor in Accounting, Al-Aqsa University Shadi AlBarqouni, Graduate Research Assistant Adnan Abu Amer, Head of Political Department, Al-Umma University Wael Al Sarraj, Assistant Professor in Computer Science, IUG Said Namrouti, Lecturer in Human Resource Management, IUG Khaled Al-Hallaq, Assistant Professor in Civil Engineering, IUG Asad Asad, Vice Chancellor for Administrative Affairs, IUG Hazem Alhusari, Lecturer in Finance, Al-Aqsa University Shadi AlBarqouni, Graduate Research Assistant Deya’a Kahlout, Journalist, Al-Araby newspaper Raed Salha, Assistant Professor in Geography, IUG Sameeh Alhadad, Businessman Tarek M. Eslim, CEO, Altariq Systems and Projects Sami Almalfouh PhD, Senior engineer Fayed Abushammalah, Journalist Fadel Naeim, Chairman of Palestine Physicians Syndicate Zeyad Al-Sahhar, Associate Professor in Physics , Al-Aqsa University Iyad Abu Hjayer, Director, Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution Wael Al-Daya, Associate Professor in Finance, IUG Younis Eljarou, Head of the Red Crescent Society for the Gaza Strip Donia ElAmal Ismail, Head of the Creative Women Association Zeinab Alghonemi, Head of Women for Legal Consulting Association Amjad AlShawa, Palestinian Nongovernmental Organizations Network (PNGO) Mohsen Abo Ramadan, Head of Palestinian Nongovernmental Organziations Network (PNGO) Abed Alhameed Mortaja, Assistant Professor of Linguistics, IUG Talal Abo Shawesh , Head of Afaq Jadeeda Association Zohair Barzaq, Red Crescent Society for the Gaza Strip Marwan Alsabh, Red Crescent Society for the Gaza Strip Ghassan Matar, Red Crescent Society for the Gaza Strip Rania Lozon, Writer Ashraf Saqer, IT Specialist Samir AlMishal, Mishal Cultural Centre Jamila Sarhan, Independant Commission for Human Rights Jalal Arafat, Union of Agricultrual Work Committees Khalil Abu Shammala, Aldameer Association for Human Rights Jamila Dalloul, Association Head of Jothor ElZaiton Maha Abo Zour, Psychologist Psychologist Ferdous Alkatari Yousef Awadallah, Health Work Committee Yousef Alswaiti, Al-Awda Hospital Director Taysir Alsoltan, Head of Health Work Committees Taghreed Jomaa, Union of Palestinian Women’s Committees Imad Ifranji, Journalist, Alquds TV Jehal Alaklouk, Activist Adel Alborbar, Boycott Committee Hatem AbuShaban, Board of Trustees
Three articles on the media coverage on Gaza

Vogliamo presentarvi tre interessanti articoli riguardo la copertura mediatica degli ultimi avvenimenti di Gaza. Di seguito un breve estratto e relativo link _______ How the BBC whitewashed Israel’s war crimes from the ceasefire in Gaza 22 November 2012 The Editors Rarely would a state get such an easy run from the media after killing so many civilians, many of whom were children, in what the BBC now calls the ‘flare-up’ of violence. By The Editors – News Unspun 22 November 2012 LAST NIGHT A CEASEFIRE came into effect after a week of attacks on Gaza which left over 150 Palestinians dead (at least 40 of them children) and rocket fire into Israel which left 5 Israelis dead. Before the news of the ceasefire became the front-page headline on the BBC News website, the headline story for the entire day concerned the bus bombing in Tel Aviv, which injured 21 civilians. Luckily this attack did not result in civilian deaths, however it was still deemed more newsworthy than the 13 Palestinians in Gaza who were killed by air strikes that same day. http://stopwar.org.uk/index.php/palestine-and-israel/2067-how-the-bbc-whitewashed-israels-war-crimes-from-the-ceasefire-in-gaza _______ The top ten myths about Israel’s attack on Gaza 23 November 2012 Juan Cole Palestine and Israel Israel has kept Palestinians of Gaza in the world’s largest outdoor prison and kept them under an illegal blockade aimed at limiting their nutrition without altogether starving them to death. By Juan Cole 22 November 2012 1. Israeli hawks represent themselves as engaged in a ‘peace process’ with the Palestinians in which Hamas refuses to join. In fact, Israel has refused to cease colonizing and stealing Palestinian land long enough to engage in fruitful negotiations with them. Tel Aviv routinely announces new, unilateral house-building on the Palestinian West Bank. There is no peace process. It is an Israeli and American sham. Talking about a peace process is giving cover to Israeli nationalists who are determined to grab everything the Palestinians have and reduce them to penniless refugees (again). http://stopwar.org.uk/index.php/palestine-and-israel/2070-the-top-ten-myths-about-israels-attack-on-gaza _______ John Pilger: BBC exposed by Israel’s fresh Gaza assault http://www.greenleft.org.au/node/52896 Friday, November 23, 2012 By John Pilger A screenshot of BBC’s biased coverage of Israel’s latest assault on Gaza. In Peter Watkins’ remarkable BBC film, The War Game, which foresaw the aftermath of an attack on London with a one-megaton nuclear bomb, the narrator says: “On almost the entire subject of thermo-clear weapons, there is now practically total silence in the press, official publications and on TV. Is there hope to be found in this silence?”
GAZA:15 MORTI E 30 FERITI IN RAID AEREI ISRAELIANI

Gaza, 10 marzo 2012, Nena News – Il premier israeliano Benyamon Netanyahu minaccia il pugno ancora piu’ duro contro la Striscia di Gaza sottoposta da venerdi’ pomeriggio da raid a ripetizione, in vari punti, anche nel capoluogo Gaza city. Dodici i palestinesi uccisi nella notte tra venerdi’ e sabato. Altri tre palestinesi sono morti oggi. I feriti sono una trentina. Truppe israeliane hanno aperto il fuoco di alcune decine di ragazzi che, durante un funerale, si sono avvicinati al confine per lanciare sassi alle postazioni militari. Alcuni palestinesi sono rimasti feriti. «Per ore abbiamo sentito esplosioni e boati, anche qui a Gaza city, mentre amici ci telefonavano dal nord e dal sud di Gaza per riferirci di attacchi aerei anche in quelle zone. E’ stato terribile», ha riferito a Nena News, Rosa Schiano, una fotorepoter ed attivista italiana che da qualche mese vive e lavora nella Striscia di Gaza. Da parte loro le cellule armate palestinesi hanno replicato lanciando almeno 90 razzi artigianali Qassam verso il territorio israeliano dove hanno fatto quattro feriti, tra i quali tre lavoratori asiatici. Israele ha detto, attraverso il suo portavoce militare, che i raid sono scattati dopo il lancio di razzi ma è netta l’impressione a Gaza che le forze armate israeliane fossero in attesa dell’occasione per colpire ed uccidere Zuheir Kaisi (‘Abu Ibrahim’), segretario generale dei Comitati di resistenza popolare. Kaisi si trovava a Tel al-Hawa (Gaza) in automobile con un suo compagno Ahmed Hananni, quando un cacciabombardiere israeliano ha sganciato un razzo che li ha centrati uccidendoli e ferendo gravemente una terza persona. Un «omicidio mirato» dunque, perché poco dopo Tel Aviv ha comunicato che Kaisi aveva «progettato, finanziato e diretto» l’attacco dello scorso agosto lanciato dal Sinai egiziano in territorio israeliano e nel quale rimasero uccise otto persone, in maggioranza soldati. I Crp ha avvertito che la loro reazione sarà «molto forte». Hamas da parte sua ha condannato il raid israeliano e ha chiesto all’Egitto di intervenire. Questi i nomi di 11 dei 12 palestinesi uccisi: Obaid Gharably, Mohammed Harara, Hazem Qraqe, Zuhair Kaisi, Mahmoud Hanan, Fayek Saad, Motasem Hajaj, Ahmed Hajaj, Shady Al-seiqali, Mohammad Al Mghari e Mahmoud Najim. Fonte: Nena News
Sottoscrizioni per Gazzella

“Per Gazzella” è l’iniziativa lanciata per aiutare le bambine e i bambini palestinesi feriti. L’appello a inviare 57 euro al mese per i prossimi sei mesi ad un bambino o una bambina feriti è stato sottoscritto da noti “amici dei bambini”, quali gli scrittori Marcello Argilli e Bianca Pitzorno, la professoressa Anna Oliverio Ferraris,, titolare della cattedra di psicologia dell’età evolutiva alla Sapienza, il prof Adriano Ossicini, presidente della Commissione istruzione del Senato, Maria Teresa Rodari, Alba Sasso e Bruno Forte, per il centro degli insegnanti democratici e Bruno Forte per l’associazione dei maestri cattolici. Melita Cavallo, del direttivo dell’Associazione magistrati per i minori. “Per Gazzella” si richiama al nome appunto Gazzella, di una bambina quattordicenne di Hebron ferita gravemente alla testa da un soldato israeliano mentre tornava a casa da scuola. Le offerte possono inviarsi al conto corrente bancario numero 105279 intestato a “Gazzella Onlus” presso la BANCA ETICA di Roma. Per ulteriori informazioni: info@gazzella-onlus.com
Cisgiordania Notebook – Andare a scuola
2° Rapporto sulla contaminazione dell’acqua di Gaza
STRISCIA DI GAZA: IL DESTINO DI UNA POPOLAZIONE SOTTO ASSEDIO DESTINATA A VIVERE IN UNA TERRA CONTAMINATA. Studi condotti nel corso degli anni 2009-2010 presso l’Università La Sapienza di Roma e da un collaboratore del CNR di Roma, tungsteno, mercurio, molibdeno, cadmio, cobalto, vanadio, alluminio, uranio, stagno, zinco e cromo. Le analisi sono state effettuate su campioni di terreno prelevati da 4 crateri originati in seguito alle esplosioni di bombe durante gli attacchi dell’operazione “Summer Rains” 2006 e “Cast Lead” 2009; su polvere prelevata dal guscio di una bomba al fosforo (gen. 2009); Scarica il comunicato stampa in formato PDF
‘acqua di Gaza
STRISCIA DI GAZA: IL DESTINO DI UNA POPOLAZIONE SOTTO ASSEDIO DESTINATA A VIVERE IN UNA TERRA CONTAMINATA. Studi condotti nel corso degli anni 2009-2010 presso l’Università La Sapienza di Roma e da un collaboratore del CNR di Roma, tungsteno, mercurio, molibdeno, cadmio, cobalto, vanadio, alluminio, uranio, stagno, zinco e cromo. Le analisi sono state effettuate su campioni di terreno prelevati da 4 crateri originati in seguito alle esplosioni di bombe durante gli attacchi dell’operazione “Summer Rains” 2006 e “Cast Lead” 2009; su polvere prelevata dal guscio di una bomba al fosforo (gen. 2009); Scarica il comunicato stampa in formato PDF
Rapporto sulla contaminazione del suolo di Gaza
Rapporto sulla contaminazione del suolo a Gaza Striscia di Gaza: il destino di una popolazione sotto assedio destinata a vivere in una terra contaminata La ricerca di metalli presenti nel terreno della Striscia di Gaza, condotta presso i laboratori dell’Università “Sapienza” e il C.N.R. di Roma, si inserisce in una più ampia attività di informazione promossa dall’Autorità Governativa di Gaza, Direzione della Cooperazione Internazionale del Ministero della Sanità, che dopo l’operazione israeliana “Piombo Fuso” – dic. 2008 gen. 2009 – ha inteso mettere in evidenza e comprendere la condizione sanitaria nella quale è costretta a vivere la popolazione della Striscia di Gaza, nella consapevolezza che è necessario disporre di conoscenze, seppur parziali, per poter elaborare piani di intervento sia in campo di prevenzione che di cura. Scarica il Rapporto sulla contaminazione del suolo di Gaza in PDF
2° Comunicato stampa del comitato scientifico di ricerca sulle nuove armi usate dagli israeliani a Gaza
Nuove armi sperimentate a Gaza: popolazione a rischio mutazioni genetiche Biopsie delle vittime condotte in tre università: Roma, Chalmer (Svezia) e Beirut (Libano) COMUNICATO STAMPA 10 maggio 2010 Metalli tossici ma anche sostanze carcinogene, in grado cioè di provocare mutazioni genetiche. E’ quanto è stato individuato nei tessuti di alcune persone ferite a Gaza durante le operazioni militari israeliane del 2006 e del 2009. L’indagine ha riguardato ferite provocate da armi che non hanno lasciato schegge o frammenti nel corpo delle persone colpite, una particolarità segnalata più volte dai medici di Gaza, che indica l’impiego di armi sperimentali sconosciute, i cui effetti sono ancora da accertare completamente. La ricerca, che ha messo a confronto il contenuto di 32 elementi rilevati dalle biopsie, attraverso analisi di spettrometria di massa effettuate in tre diverse università, La Sapienza di Roma, l’università di Chalmer (Svezia) e l’università di Beirut (Libano), è stata coordinata da New Weapons Research Group (Nwrg), una commissione indipendente di scienziati ed esperti basata in Italia che studia l’impiego delle armi non convenzionali per investigare loro effetti di medio periodo sui residenti delle aree in cui vengono utilizzate. La rilevante presenza di metalli tossici e carcinogeni indica rischi diretti per i sopravvissuti ma anche di contaminazione ambientale. Leggi il 2° comunicato stampa della ricerca sulle nuove armi israeliane – 10 maggio 2010