Gazzella Onlus

comunicato ministero sanità Gaza – 30 luglio 2014

CONFERENZA SPAMPA MINISTERO SALUTE GAZA- PALESTINA 30 luglio 2014 “Aver ucciso profughi in un luogo ritenuto sicuro è un punto di forza per israele”. Questo il commento del Ministero della Salute all’attacco israeliano contro la scuola Unrwa di Jabalia. L’omicidio di famiglie disperate che hanno trovato rifugio in luoghi che pensavano sicuri è diventato il punto di forza di israele. La scuola elementare per ragazze Abu Hussein dell’UNRWA a Jabalia, che ospita 3.300 sfollati, è stata attaccata ieri sera: 15 i martiri 90 i feriti . Con questa azione sono 6 le scuole che sono state colpite dall’esercito israeliano dall’inizio dell’aggressione. “La situazione della scuola elementare per ragazze di Jabalia era nota all’autorità israeliana: la scuola ospitava migliaia di sfollati e tale condizione era stata comunicata all’esercito israeliano diciassette volte, questo per garantirne la sua protezione. L’ultima comunicazione alle ore 08:50 di ieri sera, cioè poche ore prima del bombardamento “ha detto il portavoce dell’Unrwa Chris Gunness in un comunicato stampa di oggi. I morti e i feriti sono civili che avevano abbandonato le loro case perché l’esercito israeliano aveva ordinato l’evacuazione delle abitazioni. Persone che pensavano di essere protette e sono state colpite mentre dormivano. I morti e feriti si ritenevano in un luogo protetto, un rifugio delle Nazioni Unite, luogo designato per gli sfollati. I morti ei feriti sono stati colpiti non per un errore; sono vittime di una serie deliberata di attacchi, da parte dell’esercito israeliano, contro luoghi conosciuti e affollato di civili. UNRWA ha indagato sugli attacchi ed individuato i frammenti: “La nostra prima valutazione è che a colpire la nostra scuola sia stata l’artiglieria israeliana.” Come gli ospedali di Gaza stanno lottando per far fronte alla situazione, morti e feriti, i palestinesi stanno lottando per capire come la comunità internazionale, in particolare le Nazioni Unite, possa stare in silenzio davanti al massacro di civili, anche in strutture dell’ONU che dovrebbero essere luoghi protetti.. Palestinesi e persone di tutto il mondo, stanno cercando di capire perché la Comunità Internazionale, in particolare le Nazioni Unite, non ha preso alcuna iniziativa concreta per fermare la carneficina israeliana. Il Ministero della Salute di Gaza esprime orrore per questo ultimo attacco israeliano, ma anche per la mancanza di un’azione incisiva da parte della Comunità Internazionale. Chiediamo una immediata presa di posizione internazionale, sia politica che umanitaria, per porre fine alla furia rabbiosa da parte delle forze militari israeliane contro i civili di Gaza, per arginare la marea di sangue che scorre nelle nostre case, scuole, ospedali e strade. E’ abbastanza! Tradotto G.B.

‘associazione Hanan, uno dei partner di Gazzella a Gaza – 29 luglio 2014

A statement from Hanan Association  for culture and community development. The zionist enemy continue in making terrible massacres against the people of the Gaza strip for the twenty second days using the comprehensive war machines on the innocent people of the Gaza strip. The Israeli aggression on the Gaza Strip did terrible massacres against the unarmed people of Gaza women and children . Since the war began and until now the israeli army killed more than “1035” people and 6300 were injured. They destroyed more than 4,300 houses were totally demolished and 23,000 partially demolished. The Israeli aircraft launched more than 5300 raid, over an area of ​​360 square kilometers. Up to now the number of displaced persons in UNRWA schools is 150 000 citizens and estimated the number of displaced in the homes of relatives and friends including nearly 150 thousand citizens this means more than 300 thousand displaced . Also 50 mosques was demolished in the Gaza Strip. In another horrific massacre targeted Palestinian civilians who were refuges in a school belonging to UNRWA in the town of Beit Hanoun in the northern sector, led to the death and injury of dozens of women, the elderly and children The Israeli aircraft continued in destroying the houses in different areas of the Gaza Strip , led to the destruction of the very large number of houses, the number of martyrs has risen since the start of the aggression to the 1035 martyrs. This comes in light of severe overcrowding in asylum centers as a result of the displacement of the Palestinian citizens because of the nonstop shelling. We have observed today a severe lack of food in the markets and shops in the Gaza Strip. Since the start of the military campaign on the eastern Khan Younis and Shojae’ya, Beit Hanoun and all the border areas , the israeli occupation follows a scorched earth policy. War crimes offense after the other. Until this moment, violent continuous shelling on the town of Khuza’a. Hundreds of homes were destroyed, streets were ruined, and dozens of dead bodies have not been evacuated under the rubble of homes. The israeli army used the direct bombardment of ambulance crews, most recently targeting two ambulances today morning in Salah al-Din Street, east of Khan Younis city. In order to raise the morale of Israeli soldiers who have been subjected to blows and big losses from resistance fighters, they arrest ordinary citizens of the town of Khuza’a, and stripped naked and photographed as if they were surrendered fighters Khuza’a in Khan Younis and Shojae’ya become a disaster areas , and certainly we will be shocked by horrific images of massacres after the withdrawal of the occupation. These massacres may transmit to other areas of the north and east of the Gaza Strip, such as the Johor al deek , and Beit Hanoun, and Rafah. Our dear and deep friends , we hope that you give us help and assistance to help our people and support them in their crisis. We in the Association Hanan culture and community development helped many of the homeless families and children by presenting these aids . Medicine Milk Diapers Beds Two meals breakfast and dinner We assure you that we are determined to our positions, and we continue to hold out in the field despite the rise of hundreds of martyrs and thousands of wounded and massacres and massive destruction, and should not waste the legendary steadfastness of our people and the sacrifices and achievements of the precious quality of the heroic resistance. We have a historic opportunity to achieve a new field and a moral victory and even national political on the road to end the occupation We in the Hanan association culture and community development have developed our work and wide our projects through working in the asylums in the UNRWA schools and giving food and shelter for the displaced people. We make a voluntary committees to help people who suffered too much with out food or shelter . We work 24 hours in avery dangerous situations under the shells and the bombardment of the non stop and continuing zionist raid . We know that it is too hard to work through these massacres and killing and destroying of every thing in the Gaza stip whether is it achild or old or women .We must give all means and support to help our people . Our friends please give a hand to continue helping people to live in these terrible times to resist the occupation. Your aids wil helpb many of the homeless families and do your patriotic duty in the field. Long live the hands of free people for duty Hanan association culture and community development 29/07/2014

comunicato ministero sanità Gaza 29 luglio 2014

Ministero della Salute Gaza: i santi giorni musulmani funestati da genocidio a Gaza Comunicato Stampa Ministero della Salute, Gaza – Palestina 29 luglio 2014   Il Ministero della Salute esprime dolore, tristezza e profondo sdegno per gli attacchi israeliani contro i civili di Gaza anche nei santi giorni di Eid al-Fitr. Nelle ultime 24 ore, sono state uccise 120 persone, portando il totale dei martiri a 1.156. Ricordiamo, per tutte le vittime di questi giorni e pieni di dolore, la morte nel campo profughi di Al Bureij, di Diana Abu Jaber e il suo bambino mai nato, ammazzati una settimana prima della data presunta del parto. La casa di Diana è stata colpita da un attacco aereo F-16: ” un pilastro di cemento è caduto su di lei”, ha riferito il dottor Kamal Khatab, medico di Al Aqsa Hospital. “l’addome di Diana si è aperto come un guscio rotto, il nascituro caduto è stato colpito alla testa da schegge, e …………. Sia la madre che il bambino sono morti immediatamente “. Il Dott. Khatab ha aggiunto che Diana, venticinque anni, è stata uno dei 19 membri della stessa famiglia a morire in quel raid aereo, e ci sono ancora altri familiari mancanti. Shifa Hospital Attaccato L’ingresso al Poliambulatorio di Shifa Hospital di Gaza city è stato bombardato ieri pomeriggio, portando così il numero di attacchi contro strutture mediche a 34. Le finestre della biblioteca medica sono andate in frantumi, un muro esterno è stato parzialmente distrutto e gli alberi intorno abbattuti Per pura fortuna nessuno degli sfollati che occupano gli spazi esterni allo Shifa Hospital avevano cercato riparo nella zona dell’ambulatorio. Non si calcolano feriti e martiri.. “C’è una deliberata strategia di attaccare per uccidere i civili palestinesi e questo con due modalità: una nelle loro case sganciando bombe e proiettili, l’altra privandoli di servizi medici essenziali”, ha dichiarato il Vice Ministro della Salute Dott. Yousef Abu Alrish. Serbatoi di carburante della centrale elettrica distrutta Attacchi aerei israeliani prima dell’alba hanno colpito l’unica centrale elettrica di Gaza: distruggendo serbatoi di carburante la centrale è stata messa fuori uso. Ciò avrà un impatto enorme sulla fornitura di servizi negli ospedali di Gaza; questo fatto contribuisce in modo significativo a portare una catastrofe umanitaria sulla Striscia di Gaza. Nonostante i numerosi appelli da entrambe le organizzazioni palestinesi e internazionali di cessare gli attacchi contro donne e bambini, contro strutture mediche, contro le infrastrutture, le forze armate di occupazione israeliane continuano gli attacchi contro obiettivi civili e le strutture pubbliche.

comunicato della Palestinian Medical Relief Society, una delle associazioni partner di Gazzella a Gaza – 28 luglio 2014

I musulmani di tutto il mondo celebrano la festa che segna la fine del mese di Ramadan, mentre a Gaza si continua a morire e a essere feriti per mano di Israele; Israele che ieri ha respinto un nuovo cessate il fuoco.. Il bilancio delle vittime ha raggiunto 1.032 persone, tra cui 236 bambini e 93 donne, mentre il numero dei feriti è salito a 6.233, tra i quali almeno 1.994 bambini. Durante il cessate il fuoco attuato sabato 26 luglio u.s., oltre 100 corpi sono stati recuperati dal quartiere Shujaeya nella città di Gaza. Corpi che erano sepolti sotto le macerie da giorni a causa del rifiuto di Israele di consentire l’accesso nell’area alle ambulanze e soccorritori.La maggior parte de corpi erano già in stato di decomposizione, un ultimo oltraggio alle vittime e un ulteriore trauma mentale per i parenti che dovevano identificare i loro cari. Centinaia di migliaia di sfollati soffrono per mancanza di cibo, acqua e generi di prima necessità. Sono aumentate bruscamente le malattie diarroiche e cutanee e questo a causa anche della mancanza di acqua potabile:questa situazione preoccupata fortemente. Il Palestinian Medical Relief Society (P.M.R.S.)ancora una volta mette in guardia sulle conseguenze traumatiche per i bambini e denuncia l’inaccettabilità, della violenza e degli indiscriminati attacchi israeliani ai quali sono sottoposti centinaia di migliaia di bambini. Queste situazioni saranno ragione di situazioni traumatiche diffuse tra i bambini di Gaza. Che adulti saranno questi bambini che crescono in queste situazioni? Si stima che 194.000 bambini abbiano perso un famigliare e/ o hanno avuto la casa distrutta; questi bambini hanno adesso bisogno di aiuto psicologico urgente. Questa cifra non comprende le centinaia di migliaia di casi che probabilmente già soffrono di disturbi comportamentali o di altre patologie legate allo stress a causa dei bombardamenti e di una quotidianità fatta di distruzione.. PMRS sta attivamente soccorrendo la popolazione nella Cisgiordania dove l’esercito ha ripreso ad uccidere; 10 palestinesi sono stati assassinati dai soldati israeliani durante le manifestazioni pacifiche degli ultimi cinque giorni . L’uso di armi potenzialmente letali da parte dell’esercito israeliano, tra cui ripetuti casi di utilizzo di armi da fuoco, contro manifestanti pacifici, è inaccettabile e aggiunge alla lista le violazione di Israele al diritto internazionale umanitario. Quest’anno le feste di Eid-al-Fitr sono tristi con uno spargimento di sangue che continua a Gaza e si diffonde in Cisgiordania. PMRS augura ai musulmani di tutto il mondo, una festa benedetta e chiede, ancora una volta, alla comunità internazionale di fare pressione su Israele per un immediato cessate il fuoco, la fine dell’ assedio sulla striscia di Gaza ed esorta il Consiglio di sicurezza dell’ONU ad adottare misure immediate e prevedere l’invio di una Missione di pace a protezione del popolo Palestinese. Palestinian Medical Relief Society 28.7.2014

conferenza stampa ministero della sanità di Gaza – 27 luglio 2014

CONFERENZA STAMPA DEL MINISTERO SALUTE GAZA- PALESTINAPRESS 27 LUGLIO 2014 Gli ospedali della striscia di Gaza stanno affrontando una nuova crisi: i pazienti appena possibile vengono dimessi e questo per lasciare il posto letto ai feriti che continuano ad arrivare, ma spesso i pazienti dimessi non hanno più una casa dove andare, La situazione per molti di questi è terribile: parte dei componenti della famiglia sono stati uccisi e nessuno si può prendere cura di loro; le loro case sono state distrutte e i parenti sopravvissuti hanno trovato sistemazione presso altre strutture . In molti casi se la casa non è stata distrutta, ma la zona di residenza è sotto l’ordine, da parte delle forze armate israeliane, di evacuazione non possono tornare a casa perché rischiano di essere colpiti dai cecchini. Le forze di occupazione israeliane hanno fatto diversi attacchi contro le scuole dell’UNRWA che sono state adibite quali rifugi per gli sfollati. E’ difficile pensare di poter dare una adeguata sistemazione in questi luoghi a pazienti feriti appena dimessi, già traumatizzati e più vulnerabili, tenendo anche conto del sovraffollamento di questi luoghi che sono già del tutto inadatti ad accogliere la popolazione e questo anche per mancanza di elettricità, acqua in condizioni igieniche a rischio. Per i feriti dimessi questi luoghi non sono assolutamente adatti. Decine di pazienti, provenienti da diverse località della Striscia di Gaza, arrivano allo Shifa Hospital per ricevere prestazioni e servizi specialistici. “Dal punto di vista umano, non possiamo non accettarli”, ha detto il direttore del reparto di chirurgia dello Shifa Hospital Dr Sobhi Skaik. “Un paziente non è solo un problema medico, ci sono anche altri aspetti importanti da prendere in considerazione quali quelli sociali ed economici. Il personale medico si prende in carico tutte le richieste che si presentano, cercando di trovare soluzioni “. Il Dott. Skaik ha aggiunto che la situazione spesso è complicata dal fatto che diversi membri della stessa famiglia sono ricoverati in diversi reparti, pediatrico, terapia intensiva, ortopedico, neurochirurgia, mentre gli altri membri della famiglia , che hanno avuto la casa distrutta sono accampati nei giardini dell’ospedale Shifa per essere tempestivamente pronti a dare assistenza ai famigliari ricoverati. “I giardini dell’ospedale Shifa sono diventati un campo profughi”, ha commentato il dott. Skaik “Le condizioni igieniche stanno deteriorando e in aggiunta la spazzatura accumulata sta aggravando la situazione rendendo gli spazi esterni allo shifa Hospital a rischio infezioni. In queste condizioni facciamo fatica anche a dimettere i pazienti.” Il Ministero della Salute di Gaza ritiene che i requisiti minimi per i pazienti pronti per la dimissione devono avere garantita una struttura di accoglienza con letto, acqua per lavarsi, adeguati servizi igienici , cibo e bevande. Devono essere garantiti i livelli di pulizia e di igiene, necessari per una possibile e completa guarigione, pena il rischio di infezioni. Il Ministero della Salute di Gaza chiede all’UNRWA e al Comitato internazionale della Croce Rossa di mettere immediatamente a disposizione, dei pazienti che vengono dimessi, i materiali necessari per garantire l’adeguato recupero, tenendo anche conto di dover dare sistemazione ai pazienti dimessi e che non hanno alcuna sistemazione perché sfollati dalle loro case. Vanno garantiti alla popolazione i diritti alla cura e all’adeguato recupero fisico, in situazioni che permettano il rispetto delle norme igieniche. Dare una sistemazione ai pazienti pronti per la dimissione significa anche aiutare la struttura ospedaliera ad essere operativa per garantire i posti letto ai feriti che continuano ad arrivare allo Shifa Hospital.

mail del partner di Gazzella a Gaza – 27 luglio 2014

PMRS July 27th, 2014 14:00 A twelve hour humanitarian ceasefire that was in effect on Saturday July 26th, from 8:00 am to 8:00 pm, revealed the magnitude of destruction that has been inflected onto a-Shijaeya neighborhood, east of Gaza city. Homes have been leveled with the ground, and as you walk in, the smell of death surrounds you from everywhere, telling you that there are still bodies under the huge piles of rubble that have become the main component of that area. Medical and aid workers, who rushed to the area as early as the ceasefire was announced, dug up 81 bodies that were under the rubble for a week, and many others are believed to be still buried there. “It’s a body.” Someone screamed as medical teams arrived. A medical worker rushed to dig it while screaming from the horrifying scene. “It’s decomposed.” He says. Three men standing next to him started crying. “It’s our uncle’s body. He used to live near us.” Another was looking for his home. “I can’t even find the street corner where my house used to be. I don’t know where my house is.” He said as he went to check out the damage in his neighborhood. Hundreds of thousands of people have fled their homes during the past weeks. Close to two hundred and fifty thousand people are now homeless. UN-run schools are housing 162,800 people in 83 schools, according to UN reports, while others are staying with relatives.

comunicato del ministero della sanità di Gaza – 26 luglio 2014

Beit Hanoun L’ospedale di Beit Hanoun ha subito pesanti bombardamenti ; 80 persone, tra personale medico, pazienti, due volontari dell’International Solidarity Movement, e molti civili sono rimasti intrappolati terrorizzati all’interno dell’ospedale. Un attivista svedese ha ricevuto tagli alla testa, e un’altra persona ha ricevuto ferite minori. L’ospedale è stato gravemente danneggiato. Dai bombardamenti. Per l’intera giornata numerose richieste di aiuto sono state fatte dal Vice Ministro della Salute di Gaza al Comitato internazionale della Croce Rossa, ma senza alcun risultato. Con l’ntervento del coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente Robert Serry finalmente è stato ottenuto un impegno da parte dell’esercito israeliano di non sparare direttamente sull’ospedale. Dopo il dichiarato cessate fuoco per 12 ore, con l’intervento del Ministero della Salute, tutti coloro che erano dentro l’ospedale sono stati finalmente evacuati . L’ospedale di Beit Hanoun è uno dei due ospedali della striscia di Gaza, che nelle ultime 48 ore, è stato evacuato e completamente chiuso a causa di danni riportati per gli attacchi israeliani; l’altro è l’ospedale pediatrico Al Durrah di Gaza City, dove un bambino nel reparto di terapia intensiva è stato ucciso nella notte di giovedi scorso. Il cessate fuoco di 12 ore ha permesso il recupero dei corpi da sotto le macerie degli edifici distrutti durante i pesanti bombardamenti su Beit Hanoun; 32 corpi sono stati trovati fino a questo momento. Shujeiyah Quasi una settimana dopo i bombardamenti i corpi di tanti palestinesi di Shujeiyah si trovano ancora sotto le macerie, in decomposizione sotto la calura estiva e con poche speranze di trovare sopravvissuti . Anche se più di 40 corpi sono già stati recuperati nella giornata di oggi, è improbabile che il cessate il fuoco di 12 ore consentirà il recupero di tutti i corpi. Il personale della protezione civile non ha l’attrezzatura adeguata, scavatori, martelli pneumatici, carrucole e verricelli, ma neppure abbigliamento protettivo per gli stessi operatori, per recuperare i corpi rimasti sotto gli edifici crollati. C’è l’urgenza di intervenire tempestivamente perché i corpi vanno in decomposizione con rischi per la salute pubblica. Khan Yunis Muhammad Matar al-Abadlah, 32 anni, paramedico, è stato ucciso durante un attacco israeliano contro personale medico, mentre partecipava alle attività di soccorso a Khan Younis,. La situazione in Khuza’a rimane molto difficile. Le forze di occupazione israeliane non hanno ancora permesso alle squadre di soccorso di intervenire per recuperare i cadaveri ed eventuali feriti e questo nonostante il cessate il fuoco umanitario. In altre zone di Khan Younis, 23 corpi sono stati recuperati. Operatori del Settore Sanitario Gli operatori sanitari sono esausti, molti lavorano ininterrottamente da 2 settimane per 24 ore al giorno, con poche ore di riposo, come possono e dove possono. Stanno lavorando in condizioni estreme con carichi di lavoro enormi, e la costante esposizione a traumi psicologici minaccia la loro salute e sicurezza. Dal 6 luglio u.s. 7 addetti allo staff medico sono stati uccisi e 16 feriti, questo durante attacchi alle loro case, sui posti di lavoro o durante gli spostamenti. Il 60% dei dipendenti del settore sanitario di Gaza non riceve il salario dallo scorso mese di aprile, mentre dal mese di agosto 2013 fino a marzo 2014 hanno ricevuto solo il 50% del loro salario. Questi lavoratori vivono la contraddizione morale e professionale legata al loro ruolo di operatori sanitari, ma contemporaneamente sentono la responsabilità di dover sostenere le proprie famiglie. Il Ministero della Salute di Gaza nel mettere in evidenza tale fatto invita e auspica che gli organi competenti diano immediatamente una soluzione prevedendo il pagamento dei salari di tutto il personale sanitario. Contemporaneamente si chiede di riconoscere che il lavoro e le attività svolte da questi lavoratori, medici, paramedici, addetti al soccorso, amministrativi sanitari, sono il frutto di coraggio e di interesse per la vita e il benessere dei malati e dei feriti, ricordando che stanno operando in condizioni di totale insicurezza. Il Ministero della Salute di Gaza ribadisce la necessità che cessino immediatamente gli attacchi israeliani su Gaza, in particolare contro i civili, le strutture sanitarie e lo staff medico e paramedico.. Dr Yousef AbuAlrish, Deputy Minister of Health Dr Medhat Abbas, Director General, Ministry of Health

mail dal partner di Gazzella a Gaza – 24 luglio 2014

PMRS / Gaza July 24th, 2014 13:00 Eighteen days of ongoing Israeli aggression have so far left 732 martyrs and 4605 people injured. But Palestinians killed by the ongoing Israeli offensive are more than just numbers. They are humans who had their lives ahead of them but the atrocities committed by the Israeli forces put an end to their lives. And while many people fall as victims and get killed, others live to tell the story. In Gaza, everyone has a story to tell. Story of Dimaal-Nabahin, 16, still missing Dima al-Nabahin, a 16 years old girl, lives in JohrAldek (at the eastern borders of Gaza city with population of 4000). Four days ago, the Israeli occupation demanded that all residents of JohrAldek evacuate their homes while crawling. Dima’s father has a heart condition and he is too ill and could not leave the house, so his family decided to stay with him, says Reema Abu Ramadan, Dima’s friend and classmate At the American International School in Gaza. The International Committee for the Red Cross was contacted in order to help the family evacuate but they could not. Dima’s girlfriends, who have been in contact with her all the time have lost contact two days ago and were extremely worried especially after they heard that a house for al-Nabahin family was bombarded. But later they’ve heard news that the bombed house was not their friend’s but that the Israeli Occupation forces went in and arrested all people who were in that area. Right now there is no contact with Dima and no one knows what happened to the family. Eyewitness testimony Thousands who fled from al-Shijaeya massacre have become eye witness to horrible atrocities. One eye witness says: “bombs were raining on our heads everywhere. We ran as fast as we could. Many were falling down, but we could not look back. There were 50 of us, but only 12 made it alive out of shijaeyea.” Mother of Ismail Baker; child killed on beach: Quotes by the mother during an interview: “Ismael always helped me carry bags of grocery when I am back from shopping”. She added: “He never said no to any of my requests despite his young age compared to his brothers. If I knew he was going to be killed for playing football, I would have never let him go” “In Gaza, we raise our children and then Israel kills them!”

Comunicato del ministero della sanità di Gaza del 24 luglio 2014

Comunicato Stampa Ministero della Salute, Palestina Gaza Non c’è fine ai crimini di guerra israeliani a Gaza Il Ministero della Salute di Gaza esprime il suo orrore e sdegno per gli ultimi avvenimenti: il massacro israeliano nella scuola dell’UNRWA di Beit Hanoun dove avevano trovato riparo gli sfollati. Dieci martiri tra cui bambini e un gran numero di feriti. Questo attacco criminale segue la strage di ieri a Khan Younis, nel villaggio agricolo di Khuza’a dove 25 civili sono ritenuti morti e 16 feriti.. Carri armati israeliani e forze speciali impediscono ai veicoli di emergenza e alle ambulanze di recuperare i morti e i feriti; alcune delle persone ferite sono state sequestrate. Due terzi delle case sono state distrutte e il 60% della popolazione è fuggito, mentre al resto dei residenti viene impedito di uscire dalle proprie case e sono in corso attacchi e i cecchini sono appostati. Nei villaggi di Abasan e Bani Suheila 17 persone sono state uccise, e altri sette in Al Qarara, compreso il farmacista dottor Ibrahim al Halaq. Staff medici stanno lavorando sotto stress e terrorizzati perché la loro vita è a rischio sotto i continui bombardamenti israeliani. Nelle ultime 24 ore, Balsam Hospital nel Nord di Gaza è stato attaccato per la seconda volta. Tre ospedali sono stati costretti ad evacuare pazienti dopo gli attacchi israeliani; ciò ha causato sovraffollamento in altri ospedali, come Nasser Hospital di Khan Younis, dove si sta facendo l’impossibile per far fronte alle continue emergenze. La mancanza di farmaci essenziali e forniture mediche, già scarse prima dell’offensiva israeliana, hanno raggiunto livelli critici. Il personale medico e paramedico è stremato e vi è l’urgente bisogno di aiuto da parte di medici stranieri, neurochirurghi, anestesisti, a supporto dello staff locale. La chiusura del valico di Rafah impedisce l’arrivo degli aiuti umanitari, il movimento di civili in entrare e uscita. Ricordiamo alla comunità internazionale e all’occupante israeliano che: 1. colpire civili è vietato dal diritto internazionale umanitario e costituisce un crimine di guerra; 2 gli ospedali sono protetti ai sensi delle Convenzioni di Ginevra e del diritto umanitario internazionale; la distruzione di questi edifici e gli attacchi contro il personale medico sono crimini di guerra; 3. impedendo alla popolazione civile di lasciare una zona di guerra è una violazione del diritto internazionale; Accogliamo con favore le parole del Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay, che ieri ha detto, nel descrivere l’attacco israeliano di lunedì scorso all’ospedale Al Aqsa:. ” c’è una forte possibilità che il diritto umanitario internazionale sia stato violato, tanto da poter ipotizzare il crimine di guerra” .   Alla luce di questa serie di violazioni dei diritti umani da parte dell’esercito israeliano sia a Beit Hanoun che a Khan Younis, sulla base degli attacchi tutt’ora in corso contro strutture mediche e staff medico in diverse zone della striscia di Gaza, chiediamo alle Nazioni Unite e alla Comunità Internazionale di: 1. prendere misure immediate e concrete affinchè si metta fine alla strage di civili e si fermino gli attacchi contro le strutture mediche e lo staff medico e paramedico; 2 indurre la forza di occupazione israeliana ad adempiere agli obblighi derivanti dal diritto umanitario internazionale e aprire i valichi per consentire alle squadre di soccorso di poter entrare; 3. portare la forza di occupazione israeliana a rispondere per i crimini di guerra e crimini commessi contro i civili a Gaza. Dottor Yousef AbuAlrish, Vice Ministro della Salute Dottor Medhat Abbas, Direttore Generale, Ministero della Salute 24.7.2014